Il senatore Upt, Vittorio Fravezzi, bocci l’idea delle mani libere del governatore Ugo Rossi

Il senatore Upt boccia l’idea delle mani libere del governatore
«La pattuglia dei parlamentari va riconfermata in blocco»
Fravezzi: «Rossi così fa confusione. È un incoerente»
TRENTO
«Noi siano sempre stati molto leali con Rossi. Il governatore ora sia coerente, con un progetto politico che va riconfermato. Sia a Roma che, subito dopo, in Trentino». Il senatore Upt Vittorio Fravezzi non ci sta alla tesi delle mani libere alle politiche messa sul tavolo dal presidente della Provincia.
Senatore quali sono le sue obiezioni?
«L’elettorato vuole chiarezza. E la recente uscita del governatore Rossi non va certo in quella direzione. La gente vuole capire se ha a che fare con una coalizione che investe ancora in modo credibile su di un percorso che si è avviato. Ora la programmazione politica deve avere una sua coerenza. Un modo di fare, questo, che non posso assolutamente condividere».
Si sente deluso?
«Mah, non vorrei personalizzare, il tema che è complesso. Di certo noi siamo sempre stati, tutti, molto leali nei confronti del presidente. Lui dovrebbe, anche in prospettiva, rimanere coerente con il progetto, Questo sì».
In passato ci sono state scelte di coalizione non proprio omogenee rispetto alla realtà nazionale.
«Il presidente della Provincia può aver bisogno in termini generali di mantenere un profilo istituzionale che lo porti comunque a dialogare con Roma. Ma in vista delle politiche serve una grande coerenza. Anche perché sono tutt’altro che scollegate dalle provinciali che arriveranno subito dopo. E’ un passaggio di una delicatezza estrema. I temi sono diversi».
Ce ne ricorda alcuni?
«Ci si dovrà confrontare su una visione di Europa, sul come affrontare i nodi che rimangono in Italia sulle questioni economiche. Quindi serve una logica di fondo che non può, come vorrebbe Rossi, teorizzare una logica “block frei”.
Non si hanno notizie recentissime, però, nemmeno sul lavoro di avvicinamento tra Pd ed Upt.
«Personalmente io mi auguro, anche senza arrivare ad un soggetto unico, che questi due partiti possano dare un contributo importante. Mi pare che oggi ci siano invece due percorsi paralleli che convergono su di un unico obiettivo. Sono queste le realtà che debbono continuare ad essere l’architrave del centrosinistra. Come, con ottimi risultati, è stato negli ultimi 15 anni in Trentino. Due realtà che debbono convergere in una coalizione forte».
Di non poco conto, mani libere del Patt o meno, sarà la legge elettorale con cui si andrà a votare.
«Molto probabilmente, per quanto riguarda il Trentino Alto Adige, si andrà a votare con i collegi. Se anche nel resto d’Ialia si andranno a modificare dei particolari, le soglie con tutta probabilità, il Trentino dovrebbe mantenere l’attuale meccanismo. E quindi prevede un’alleanza regionale che è quella del centrosinistra autonomista trentino, con l’Svp».
Si dovrebbe ripetere in carta carbone quello che è avvenuto la volta scorsa.
«Sì anche perché credo che ci sia da prendere atto del lavoro positivo fatto dalla attuale rappresentanza parlamentare, in una fase non facile. Questo lavoro va portato avanti, anche perché gli elettori ci chiederanno di ragionare in prospettiva. In questo ottica non si può certo condividere quello che hanno detto Rossi ma anche Panizza».(g.t.)
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